Approccio

Come conquistare una ragazza

Come conquistare una ragazza? Come sedurre una donna fidanzata? Come avere successo con le donne? Come far innamorare una tua amica? Tutte queste domande hanno solo una risposta.

Dipende da te.

Ci sono tre grandi passi da fare per conquistare una ragazza e riguardano te, il tuo comportamento, il tuo approccio col mondo femminile, la tua capacità di avere un rapporto e di costruirlo sulla base dell’attrazione.

Il primo passo è quello che devi percorrere dentro di te. Devi distruggere il timore, la paura, far fuori la timidezza e avere coraggio. Senza queste decisioni interiori non riuscirai mai in un ambito particolare come quello della seduzione e dei rapporti sociali. Non c’è niente da fare: quando si è troppo timidi, poco coraggiosi, con le donne non si può avere successo, se non per caso. Alle donne non piacciono i ragazzi timidi, ma i ragazzi discreti, che sanno nascondersi e rivelarsi a poco a poco. Loro la chiamano timidezza. In realtà è piacere sessuale indotto dall’emozione.

Il secondo passo riguarda il tuo comportamento con le donne e la tua capacità di generare attrazione. Devi evitare di diventare un amico e devi mettere da parte le tue attitudini da bravo ragazzo. I bravi ragazzi non conquistano ragazze, non hanno successo con le donne, non vanno a letto con nessuna, perché sono diventati amici. Cadere nella zona amicizia è facilissimo, basta proporsi come risolutore di problemi anzichè crearne. Ogni volta che conosco una ragazza so cosa pensano di me, dopo averci parlato per un po’: sono dubbiose, non mi capiscono, non mi afferrano, sono insicure. In poche parole hanno un grosso problema. E risolvere questo rebus significa lasciarsi sedurre. E cadere nella trappola.

Il terzo passo riguarda la tua capacità di essere il maschio alfa dominante di status elevato che le donne ricercano. Così dovrai familiarizzare con questo concetto di maschio alfa, perchè attraverso questo comportamento potrai far cadere le donne ai tuoi piedi. Non c’è nulla di magico, di religioso, di segreto. Anzi, diventare un maschio alfa dominante, se provieni da un passato di bravo ragazzo, richiede applicazione, allenamento, dedizione. Bisogna avere passione, perché devi essere in grado di dominare le tue pulsioni per non farti travolgere dall’istinto e ragionare. Capirai che si rimorchiano molte più donne avendo la mente lucida e che la conversazione e il linguaggio del corpo fanno la differenza.

Posted by Caterpillar - 8 gennaio 2012 at 19:49

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Approccio con classe

In questi giorni è andata in onda una nuova serie sui morti viventi, gli zombie! Wow! Chi non si è sentito uno zombie al risveglio dopo una notte di bisbocce? Capita spesso. Una cosa peggiore è sicuramente quella di fare lo zombie mentre si tenta l’approccio.

Molti ragazzi non capiscono l’importanza della prima impressione e sbagliano tutto nel momento dell’approccio. Perché? Alcune testimonianze della vita reale, anche la vostra e la mia esperienza, ci forniscono risposte convincenti, ma che isolano il punto critico e non lo risolvono. Alcuni dicono: “mi avvicino e non so cosa dirle”, altri nemmeno si avvicinano, altri ancora vengono spinti letteralmente a conversare e si fermano al primo “ciao”.

Immaginate se la conversazione fosse fatta solo di interiezioni e intercalari: la specie umana si sarebbe estinta ancor prima di iniziare a scrivere sulle tavolette d’argilla! Il punto è che nell’approccio conta molto il modo di proporsi. Per cui una buona regola è quella di non fare lo zombie, quando ti avvicini a conversare con una ragazza.

Il fatto di vincere la proverbiale timidezza non significa che è tutto risolto. Molti pensano di essere dei bravi conquistatori solo perché sanno rompere il ghiaccio avvicinandosi e presentandosi, ma se poi riescono ad avvicinarsi e non combinano nulla, c’è qualcosa che non va. Parte degli errori sono nell’approccio, cioè nell’avvicinamento.

Ci sono ragazzi che letteralmente ciondolano, chi corre, chi si avvicina con uno sguardo da teppista, chi ancora lo fa guardando in terra e venendo preso a spintoni da tutti i presenti, chi lo fa soprattutto senza aver prima stabilito un contatto visivo che trasmetta due cose: le buone intenzioni e l’allegria. Se non trasmettete questo livello empatico, sarà molto difficile attirare l’attenzione di una ragazza che vi vede tristi o aggressivi.

Posted by Caterpillar - 6 novembre 2010 at 09:58

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Sconfiggi la timidezza

Voglio essere chiaro, il tuo più grande nemico ha un nome: vergogna. Quante volte hai pensato che dovevi fermare una ragazza da sballo, che ti mandava in pappa il cervello e te ne sei andato con la coda tra le gambe, triste, frustrato, perché non hai avuto il coraggio di parlarle?

Ogni volta che questo è successo la vergogna ti ha messo k.o., dandoti un bel cazzotto sulla nuca e facendoti fare quello che non dovevi fare. Ma perchè provi vergogna? Perchè fondamentalmente ti manca coraggio. Molti ti diranno che è semplicemente una questione di autostima e che basta crederci. In realtà questo non aiuta, perchè se l’autostima è necessaria occorre comunque buttarsi.

Il problema è che noi abbiamo un cervello, una mente che funziona in maniera associativa e costruisce la memoria in base alle emozioni. Attraverso la memoria regoliamo i comportamenti e lo facciamo per risparmiare energia. Immaginatevi cosa succederebbe se non potessimo ricordare le sensazioni sgradevoli provate quando abbiamo assaggiato un cibo che non ci piace.

Il fatto di immagazzinare il cattivo sapore implica anche la reazione sgradevole che abbiamo provato. A quel punto perché mai dovremmo tornare a mangiare quella schifezza se sappiamo quale sarà la nostra reazione?

Allo stesso modo operano le relazioni sociali. Se una o più volte, soprattutto quando cresciamo e ci facciamo guidare dall’istinto, una ragazza ci ha rifiutato, ci ha preso in giro, ci ha dato un secco e disgustoso due di picche, è molto facile associare a questa azione (l’approccio), un cattivo ricordo.

La vergogna che proviamo non è altro che la conseguenza di un potente freno inibitorio, una spia che ci dice: se farai come quella volta in cui ti ha rifiutato starai nuovamente male. Ecco perché è davvero difficile fare i conti con sé stessi, con le proprio paure.

Ma come dicono i saggi: risali in sella, appena disarcionato, altrimenti non imparerai mai a cavalcare. Le brutte esperienza scolpiscono il nostro carattere, ma fortunatamente abbiamo le armi interne, psicologiche, per uscirne da soli. Basta ritrovare il coraggio.

Posted by Caterpillar - 18 settembre 2010 at 06:56

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