Conquistare una ragazza con uno sguardo?

Conta l'emozione, non lo sguardo
E’ possibile, mediante il semplice contatto visivo, conquistare una ragazza? La risposta è secca e deludente: NO. Potete avere anche i famosi occhi di ghiaccio e risultare molto seducenti, a prima vista, ma a meno che non vi troviate in condizioni eccezionalmente favorevoli (della serie: avete un bello sguardo, ma incrociate una ragazza che non fa sesso da 17 anni), uno sguardo non basterà mai.
Il tentativo di sfuggire all’approccio mediante conversazione porta a sperimentare queste particolari tesi che non hanno fondamento. Il timore di chiacchierare spontaneamente, di avvicinarsi e di oltrepassare il muro di tutte le nostre paure, fa fantasticare sul potere di alcune presunte tecniche di seduzione che appartengono più al mondo dei sogni che a quello della realtà. Anche conoscere via Facebook o MSN è un tentativo di sfuggire alla regola cardine che ha permesso a uomini e donne di riprodursi e di arrivare a 7 miliardi di individui. Non sono d’accordo quando si dice che le nuove tecnologie aiutano l’approccio. Al limite danno nuove occasioni, nelle quali a sguazzare sono principalmente i maschi alfa. Prima della mia conversione ero impacciato anche su MSN, ora bastano due chiacchierate per respingere i tentativi di estorcermi il numero di cellulare.
Con lo sguardo è impossibile conquistare semplicemente perché non si crea il ponte emozionale che ci porta al rapporto, all’infatuazione, al trasporto passionale. Impossibile pertanto conquistare una ragazza senza generare attrazione. Ovviamente un bello sguardo aiuta, come aiuta tutta la bellezza fisica, ma il potere di uno sguardo è nulla senza un confronto reale, vocale, con la donna che vogliamo conquistare.
Di sicuro per conquistare una ragazza occorre parlarle, conoscerla, stabilire un ponte emotivo. Lo sguardo allora può aiutare nell’approccio, ma non bisogna equivocare. Non è che facendo uno sguardo penetrante la ragazza sia più predisposta. Al contrario basta una rapida occhiata un’ora prima dell’approccio, evitando di indugiare e di guardare di straforo, per predisporre al meglio l’approccio. Quando vi avvicinerete, più tardi, la ragazza avrà sicuramente memorizzato il vostro sguardo, a meno che nel frattempo non si sia scolata 20 pinte di birra e ciò favorirà l’instaurarsi di una conversazione. Ma niente più. E tutto questo è talmente vero che potete tranquillamente conquistare una ragazza con una benda sugli occhi, dopo averci parlato per dieci minuti.
A patto che raccontiate bene perchè portate una benda sugli occhi.
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L’uomo che non deve chiedere mai
Ci sono molte situazioni che identificano un maschio alfa e lo esaltano rispetto al “bravo ragazzo”, che rappresenta la stragrande maggioranza dei nostri conoscenti, e purtroppo, dei conoscenti delle donne. Un vecchio spot in voga negli anni Ottanta, fece molto scalpore perché esaltava la figura del maschio dominante, a discapito del bravo ragazzo che piace tanto alle nostre madri (e alle mogli, che vogliono tenersi in casa il marito). L’uomo che non deve chiedere mai.
Perché il maschio alfa non deve chiedere mai? Semplice, perché ha tutto sotto controllo e non c’è assoluto bisogno che si giustifichi per fare qualcosa. La vera differenza tra un maschio alfa dominante e un bravo ragazzo è la capacità di giudicare sè stessi, l’essere cioè consapevoli del proprio ruolo. Se siete stati sempre troppo timidi e non avete mai conquistato con l’inesistente fascino della timidezza (ciò che piace, in realtà, è il nascondere qualcosa, il non rivelare troppo) vi sarete trovati molto spesso a dover chiedere “permesso”, “per favore”, e soprattutto “posso?”
Non fraintendete. Un conto è la buona educazione che ci viene impartita e che richiede che si sia dei perfetti valletti, che non si interrompa una conversazione, che gli adulti devono poter parlare liberamente, che bisogna ringraziare, salutare, dare del lei alle persone anziane e così via… queste sono regole conformistiche tipiche della nostra società, basata sul privilegio dell’anzianità di servizio. Un altro conto è nascondersi dietro l’etichetta perché non si ha coraggio di fare una cosa della quale proprio non dovremmo scusarci. Il classico caso avviene durante l’approccio.
Errore nell’approccio a una ragazza.
La frase tipica con la quale un ragazzo abborda una ragazza che non gli venga presentata (o dopo la presentazione) è più o meno strutturata così: “posso offrirti qualcosa da bere?”
Ci troviamo di fronte alla classica struttura dell’invito, che mette inevitabilmente la donna in una situazione di enorme vantaggio. Pensate se lei, per natura, accettasse ogni genere di proposta (con secondo fine) formulata in questo modo! A fine serata sarebbe inevitabilmente ubriaca e non avrebbe conosciuto nemmeno un maschio come si deve. Il punto è che l’uomo dominante non deve chiedere mai e non deve formulare una richiesta o un invito che come risposta possa prevedere il NO.
Ora vi lascio un esempio classico del mio repertorio di battute iniziali, con le quali iniziare una conversazione, che funziona praticamente sempre in discoteca, soprattutto in una zona della pista più periferica, dove si balla e ci si ferma, dove si è sempre in attesa che un evento cambi la serata: “se continui a muoverti così, ti cade la testa in terra”.
E’ una frase stupida, insensata, ma che richiede una risposta più o meno impegnativa. Nella maggior parte dei casi, la ragazza o spesso le ragazze, rispondono con frasi tipo “è il mio modo di ballare”, “questo pezzo si balla così”, raramente con frasi come “fatti i bip tuoi” e simili. Anzi, la risposta scatena immediatamente una conversazione surreale che mette fine al ballo: “le scimmie urlatrici si muovono così, ma loro non hanno i tacchi nelle zampe”, dico a volte. Il momento è solitamente comico e a quel punto il più è fatto, occorre però mantenere la tensione ed evitare di trasformare la conversazione in un monologo appunto.
Quando approcciate una ragazza, nella prima impressione, è dunque fondamentale evitare di farlo come se lei dovesse farvi un favore. Anche perché non ce n’è bisogno. Che vi piaccia o no, la ragazza è nata per gestire situazioni come questa. Se ha esperienza saprà bene come trattarvi, se è inesperta imparerà in quel momento cosa significa aver a che fare con un disgustoso e gentilissimo bravo ragazzo.
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Primi passi all’approccio

La tigre mantiene la calma
Il primo passo da compiere verso l’approccio con le donne riguarda soprattutto voi stessi. Dovete dire basta ad alcuni comportamenti tenuti in passato ed iniziare una nuova vita, basata sull’iniziativa e la vostra capacità di andare oltre le vostre eterne paure.
Il primo passo è un patto con voi stessi: basta con le stupidaggini, basta con le immaturità, basta con gli errori che vi hanno sempre condizionato e vi hanno costretto a dedicarvi a voi stessi in modo esagerato. E qui ho usato un giro di parole che spero si capisca.
Il primo passo verso l’approccio significa anche spogliarsi del Desiderio, della fame della carne, della bramosia. La conquista di una donna non avviene per magia e l’unico modo concreto per portare a casa la preda, se vogliamo rimanere nella metafora della caccia, è quello di stare calmi e concentrati e di non commettere errori. Immaginate se la tigre durante la caccia fosse mossa solo dalla fame… la percentuale di errore aumenterebbe di colpo. Tanto che nessun predatore si riduce a cacciare per fame, ma caccia secondo i propri bisogni, assecondando i propri istinti, cioè le proprie qualità.
In un mondo ideale, ma retrogrado e maschilista all’uomo basterebbe uno schiocco di dita per fare sua una donna e farci subito del sano incomparabile sesso, ma fortunatamente non è così. La magia non esiste. Un grosso errore che non dovete commettere al primo passo, pertanto, è quello di approcciare una ragazza avendo in mente l’idea di conquistarla, essendo totalmente dominati da questa urgenza. Mettendovi in queste condizioni critiche sbaglierete ogni mossa, in più rivelerete troppo stesso voi stessi, facendo perdere l’interesse verso di voi.
Ma perché è giusto non pensare al desiderio quando si approccia una donna?
Perché il desiderio è come l’orgoglio, è una forza brutale che vi spinge a commettere errori. Si è orgogliosi perchè diamo molto peso ad alcuni giudizi sociali, al conformismo, alla coerenza. Si è schiacciati dal desiderio quando pensiamo che una donna sia irraggiungibile e quindi pensiamo che si debbano fare cose inenarrabili fin dal primo appuntamento. L’errore di iniziare una conversazione con l’urgenza di piacere è tipico dei ragazzi… ed è un errore mortale, perchè non è l’uomo che deve farsi piacere, ma la donna che ne deve rimanere attratta. La differenza è abissale: nel secondo caso il comportamento da tenere contempla i nervi saldi, l’autocontrollo, l’assoluta fiducia nelle proprie capacità. Come potreste essere mai calmi se state pensando a piacerle subito? L’attrazione è una molla che scatta dopo la conversazione, con l’approccio, l’incontro. Ma scatta in una dimensione emozionale, empatica, che si crea col tempo, e che non può essere risolta ancor prima di iniziare a parlare.
Pertanto prima di iniziare l’approccio è consigliabile spogliarsi di tutti i propri desideri carnali, mantenere autocontrollo, non mostrarsi famelici e mantenere alto il livello di fiducia in sé stessi. Le donne – soprattutto quelle consapevoli di essere attraenti – vanno letteralmente matte per quegli uomini che si avvicinano loro e mostrano un sano disprezzo per la loro bellezza. In realtà non è disprezzo: hanno di fronte un uomo che non è dominato dai desideri e non evapora allo sguardo di una bella ragazza.
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