Tecniche di Seduzione

Cosa vogliono le donne

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Prova di comprensione tra uomo e donna

Quello che le donne vogliono. Tenta di capirlo anche un film molto famoso con Mel Gibson (What Women Want), che in alcune scene molto spassose rivela alcune caratteristiche del pensiero femminile: emozionale e attento ai dettagli, che mettono in ambasce anche un uomo di sicuro sex appeal, come il protagonista del film. Capire quello che le donne vogliono è importantissimo, ma soprattutto, quando si tenta di sedurre una ragazza occorre capire una cosa importante: le donne non pensano come gli uomini. Ecco perché è assolutamente indispensabile che ogni opera di seduzione sia preceduta da almeno uno di questi due elementi: una formidabile esperienza nel conoscere le donne, oppure, se non l’avete e mi pare questo il caso… capire una nozione fondamentale intorno all’universo femminile: le donne molto spesso non possono.

Quindi il titolo giusto di questo articolo dovrebbe essere quello che le donne non possono.

E veniamo dunque a capire perché molto spesso la conversazione tra un uomo e una donna finisce per smarrirsi nel terreno della frustrazione, apparentemente senza motivo. Immagino che a voi sarà capitato qualche volta di provare imbarazzanti silenzi, di non sapere cosa dire, di non sapere reagire a un comportamento femminile che ritenete contrario alle aspettative, se non addirittura ingrato, in stadi avanzati del rapporto. Ci sono ancora uomini convinti che basti dimostrarsi “efficienti” per rivelare la loro mascolinità. Non è così: il vero seduttore non è quello che interpreta le donne col suo schema mentale, ma quello che le sa ascoltare. Ne deriva che un seduttore è quello che parla per creare attrazione, ma sta zitto per aumentarla. Imparerete le tecniche, ne sono sicuro, anche qui ci vuole una bella dose di allenamento, ma nulla è impossibile.

Il principio più importante da tenere in serbo è estremamente tautologico: le donne non possono fare tutto ciò che non vogliono fare perché non lo possono fare.

Ecco spiegato perchè le donne appaiono immensamente complicate agli occhi dell’uomo ed ecco perché si lamentano spesso dell’incapacità dell’uomo di comprenderle. Naturalmente fanno questa considerazione a un livello emozionale molto profondo, che l’uomo non è in grado di percepire. Ed è anche per questo motivo che ricaviamo l’impressione che ad aver successo con le donne siano principalmente i “bastardi”, gli “stronzi”, i “menefreghisti”. Se vogliamo prenderla alla larga possiamo dire che è un’impressione vagamente confermata, ma che in realtà è smentita in lungo e in largo dall’esperienza. Io non mi considero nessuna cosa di quelle tre, conosco maschi alfa che hanno successo con l’altro sesso che non sono assolutamente catalogabili in alcuna delle tre definizioni.

La verità è un’altra. Ma di questo ne parleremo più avanti. Per ora tenete a mente il principio, vi offrirà la sponda principale per partire alla conquista.

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Posted by Caterpillar - 10 aprile 2010 at 09:14

Categories: Attrazione   Tags:

Rimorchiare una ragazza con l’autostima

Ci sono cose peggiori dell'affrontare una donna...

Il primo problema di chi non sa rimorchiare una ragazza è l’autostima. Quasi tutte le ricerche dimostrano che il principale ostacolo alle nuove conoscenze è dato dalla timidezza. In queste fasi iniziali del nostro percorso insieme stiamo vivisezionando questo particolare aspetto. La paura e la vergogna rappresentano un’erta difficile da scollinare e capisco che non è facile, ma basta soffermarsi su alcuni aspetti per capire come superare il problema e farsi avanti.

a) Non esiste la magia. Le donne non si muoveranno verso di voi perché lo implorate, pregate o perchè siete fortunati e quel giorno hanno incrociato il vostro sguardo da inguaribile romantico. Non è così. Le donne bisogna conquistarle facendosi avanti.

b) Non esiste la possibilità di rimorchiare una donna con la timidezza. Può capitare che un ragazzo timido conquisti e sia seduttivo o seducente, dipende dai casi, ma nella maggior parte delle occasioni il modello di seduttore è quello del maschio alfa, cioè quello del conquistatore che ha un enorme fiducia nei propri mezzi e non si preoccupa delle conseguenze.

c) Se non avvicinate una ragazza che vi piace dovete aspettare che ve la presentino. Qualora ve la presentassero dovrete comunque essere dei giocatori attivi, delle tigri dominanti, per cui non avete scampo. Tanto vale provarci da soli: dopo un po’ di apprendistato potrete avvicinare più ragazze, praticamente senza limiti, basta solo saperci fare.

d) La barriera della timidezza è interiore ed è determinata da una bassa autostima che fa riferimento a cause pregresse. Gli schemi mentali e i ricordi stabiliscono delle risposte immediate che sono un principio di autodifesa, che rema contro di noi, in quanto non è razionale e non è motivato. E’ come imparare a nuotare. Se la prima volta che si tenta si beve molta acqua salata, la sensazione sarà sgradevole e aumenterà il disagio e il timore di non poter galleggiare. Ma se ci proviamo un’altra prova e ci riusciamo, il cattivo ricordo svanisce e continuiamo a nuotare, anzi miglioriamo di giorno in giorno.

Per questo motivo il miglior modo per accrescere l’autostima è provare, se non si prova rimarrete fregati. Può darsi che siate fortunati, che in qualche modo la prima volta vi vada bene, tutto questo è esperienza, in ogni caso. Detto questo, leggendo le pagine di questo blog, nel tempo, o se avete fretta nel libro sulle Tecniche di Seduzione e vari speciali che di tanto in tanto metterò a vostra disposizione, imparerete non solo a vincere l’ansia e la timidezza, ma anche a conquistare concretamente una donna. Agendo da maschio che sa quello che vuole.

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Posted by Caterpillar - 8 aprile 2010 at 14:49

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Un uomo vero non fugge di fronte alla paura

Paura eh?

C’è un dato incontrovertibile che riguarda tutta la specie umana: il nostro cervello con il suo magazzino di dati influisce aspramente sulle nostre scelte, anche quelle immediate. Il comportamento sociale dell’uomo e della donna è dominato dal sistema limbico, ma più in generale è messo in moto da una serie di schemi e risposte automatiche che sono necessarie alla sopravvivenza.

L’esempio più classico è lo spavento improvviso che si prova quando sentiamo un tonfo violento, inaspettato. Oppure quando qualcuno ci tocca la spalla da dietro e ci prende alla sprovvista. Avete mai notato le reazioni fisiche che si producono in quell’istante? La pelle diventa d’oca, il cuore inizia a battere fortissimo, l’intero sistema nervoso e muscolare sono come attraversati da un sisma di magnitudo 7. Questo perché? Pensate che sia per via dello spavento? No. E’ per colpa del falso allarme. In poche parole il cervello vi ha avvisato di una potenziale situazione di pericolo e vi ha messo nelle condizioni di salvarvi la vita. Cioè di fuggire, solo che lo ha fatto nell’unico modo possibile, immediato, che in caso di reale pericolo potrebbe salvarvi davvero: imponendo una risposta automatica. E’ per questo motivo che voi vi rendete conto dello scampato pericolo, stando fermi e provando a riprendere fiato e battito normale.

Ecco, questo meccanismo di risposte automatiche domina il comportamento umano (uno è la reattanza, cioè dare una risposta immediatamente negativa, del tutto immotivato, per pura protezione o per evitare una situazione di disagio temporaneo) e si moltiplica nel cervello grazie ai ricordi.

Tutta la paura che vi assale prima di parlare con una donna, o meglio, il timore che provate nell’avvicinarvi a lei e tentare l’approccio, è determinato da fattori di autodifesa, da schermi protettivi che in qualche modo risalgono a dei ricordi. Le risposte automatiche fanno il resto, ma in realtà molto dipende da voi.

Le maggiori paure che un ragazzo prova prima di tentare l’approccio sono classiche direi:

- Paura del rifiuto, di fronte alla gente o a persone che conosciamo e paura di subire una umiliazione e di rimediare una brutta figura. Questa paura agisce su di voi e sul vostro presunto status di maschio. Il fatto che temete di fare una brutta figura certifica non solo che avete timore e che non sapete vincerlo, ma che la condizione normale è l’altra. Quella del maschio coraggioso.

- Paura di non sapere come comportarsi dopo l’approccio. Questa paura è una insicurezza determinata dalla propria incapacità di gestire le situazioni. Chi ha paura in questi frangenti è la stessa persona che si muove seguendo le mosse altrui in un posto che non conosce, anziché provare  a capire da solo. Ogni tanto faccio una prova. Quelle rare volte che prendo il treno, c’è sempre qualcuno che non sa orientarsi e fa domande. Altri aspettano le mosse altrui. Io mi muovo per primo e provo un’immensa soddisfazione nel vedere che gli altri mi seguono, facendo quello che faccio io. Per inciso, piuttosto che recarmi al binario giusto, una volta mi sono recato in bagno. E mi hanno seguito ugualmente!

- Paura di perdere un’occasione. Se la ragazza vi piace, l’eventuale rifiuto porta alla considerazione che avrete sprecato l’ultima occasione. In parte questo è vero, perché la prima impressione – di cui parlo diffusamente nel mio manuale di seduzione – conta tantissimo e influisce nel successivo scambio di battute. Ma anche la prima impressione può essere usata a scopo seduttivo, basta comunque rimanere nella parte ed essere consci di partecipare a un gioco.

Se vincete queste paure, davvero immotivate, avrete fatto un notevole passo in avanti per diventare un seduttore vincente e invidiato.

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Posted by Caterpillar - 7 aprile 2010 at 08:31

Categories: Approccio   Tags:

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