Tecniche di Seduzione

Cosa è un maschio alfa dominante

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Negli articoli precedenti abbiamo diffusamente parlato di maschio alfa dominante. Ma che cosa è esattamente il maschio alfa dominante e da cosa lo si riconosce.

Premessa: in ogni compagnia, gruppo di uomini, circolo di amicizie, reparto di lavoro c’è sempre un maschio alfa dominante, che spicca sugli altri. Spesso viene scambiato dai propri amici per uno “spaccone”, magari con una punta di invidia. Di norma è quello che attacca bottone con le sconosciute e racconta sempre storie, perché ha una vita vissuta alle spalle e ha molte amicizie e sa come trascorrere il proprio tempo. Quasi sempre è la persona che organizza e si fa carico di invitare gli altri, trascina e fa si che la giornata non passi noiosa.

Ecco, se nella vostra compagnia, nel vostro ufficio, nella vostra classe c’è una persona così, state bene attenti, è il maschio alfa dominante della situazione. Come lo percepiscono le donne? Le donne hanno un fiuto straordinario per il maschio che sa ergersi rispetto agli altri. A differenza di altre specie animali, anche tra i mammiferi, i maschi non combattono per ottenere il via libera all’accoppiamento. Però, può sembrare assurdo, il procedimento di “selezione del partner” è praticamente lo stesso: la donna sembra scegliere, ma tecnicamente è l’uomo a scegliere, a patto che si faccia scegliere rispetto agli altri. E’ come se combattesse come fanno i cervi, ma non ce n’è bisogno. L’evoluzione ha plasmato un tipo di comportamento competitivo che assicura vantaggi evolutivi a chi sa procurarsi l’essenziale per farsi scegliere.

Cosa bisogna possedere per essere un maschio alfa dominante? Molte qualità morali, personali, psichiche e soprattutto attitudinali. Per sapere come diventare un maschio alfa dominante e condizionare la scelta delle donne, leggi il manuale. Spiega tutto.

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Posted by Caterpillar - 9 ottobre 2010 at 13:39

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Perché non bisogna essere belli e famosi per conquistare

L’idea che bisgona essere ricchi e famosi per avere donne a disposizione è sbagliata, ma non troppo. Spesso la ricchezza e la fama vengono viste come scorciatoie per ottenere più appuntamenti con le donne e aumentare le probabilità di avere rapporti sessuali.

Ma questo assunto contrasta con la teoria del maschio alfa dominante? Assolutamente no, è propria la conferma. Le donne non preferiscono gli uomini ricchi e famosi per la loro ricchezza o la loro fama. No, li preferiscono, nella stragrande maggioranza dei casi, perché pensano “automaticamente” che avranno più potere nel loro circolo di amicizie e conoscenze. In pratica “pensano”: se è ricco e famoso è perchè è dominante.

La storia dei calciatori e delle veline è la prova determinante. I calciatori probabilmente fanno uno dei mestieri più invidiati del mondo, almeno quelli di alto livello: sono sempre in forma fisica, sono alti, statuari, giovani, famosi e soprattutto ricchi. Ma come mai le “veline” (ovvero le showgirl, ragazze mediamente famose per la loro avvenenza) che sono famose anch’esse e quindi potrebbero stare con uomini di tutti i tipi, preferiscono dei pari grado? Semplice: i calciatori, nel loro piccolo, sono dei maschi alfa dominanti. Riescono in un ambito professionale, che per incidente gli dà anche la fama.

Ma non cambierebbe assolutamente col dottore che da laureato diventa primario nel giro di una carriera fulminante: la donna percepirà questo valore “dominante” e lo legherà ai suoi interessi primari, che sono quelli di assicurarsi un padre migliore per la propria prole. Il fatto che il dottore non sia famoso e ricco quanto un calciatore non significa nulla, nel suo ambito è dominante. E questa verità, in fondo, è la grande speranza di tutti e il motivo principale per il quale l’uomo è passato da vivere sugli alberi a 7 miliardi di abitanti. La prova più concreta che il sistema di corteggiamento del maschio alfa dominante funziona.

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Posted by Caterpillar - 9 ottobre 2010 at 13:38

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Per conquistare occorre convincere

Uno dei principali ostacoli alla seduzione è la scarsa capacità di convincere le donne di essere esattamente l’uomo che cercano (nella media: un maschio alfa dominante). Molto spesso gli esperti dicono che ciò è dovuto a una carenza di autostima. In effetti, si domandano, come possiamo convincere delle donne se prima di tutto non abbiamo fiducia in noi stessi?

Il concetto è giusto e non a caso è un continuo fiorire di corsi di autostima, pensati quasi sempre per i manager e per tutti coloro che vogliono avere un miglioramento della loro situazione economica. L’autostima conosce però un suo nemico interno, che azzera ogni possibilità di seduzione: l’esagerata autostima. Ovvero l’incapacità di migliorarsi per rendersi credibili.

Poche settimane fa mi sono arrabbiato a morte con un mio vecchio amico perché stava ancora lamentando il fatto che una nostra conoscente avesse intrecciato una relazione con un tipo che lui qualificava come “stronzo”. Ora, la leggenda urbana che alle donne piacciano gli stronzi è veramente dura a morire e fa parte di quegli stereotipi maschilisti e anti-femminili, di cui è zeppa la nostra società.

Gli ho fatto capire che l’unica differenza tra lui e il tizio con cui stava non era nel fatto che lui fosse un ragazzo a posto e l’altro uno stronzo. No, la vera differenza è che il tizio in questione conosceva i propri limiti, ma sapeva quello che voleva. Quindi lavorava su sé stesso per migliorarsi e non perdeva il tempo a compiacersi o auto-stimarsi. Perché stimarsi, in fin dei conti, significa attribuirsi un “valore” che qualsiasi test psicologico ha dimostrato essere sopra la media.

Un esempio classico? Quando vendiamo l’automobile o un bene che ci appartiene siamo disposti a stimarlo maggiormente rispetto al valore che pagheremmo per acquistarlo, alle stesse condizioni. Per noi la nostra macchina di 8 anni e 100.000 chilometri vale di più quando la vendiamo, mentre pagheremmo volentieri di meno se dovessimo acquistarla. Si parla di “valore affettivo”, in realtà consideriamo migliori le cose che ci appartengono ed è per questo motivo che non siamo disposti a riconoscere un nostro errore nell’acquisto di qualcosa che ci delude. Ci facciamo piacere le cose anche a dispetto dei santi. Si chiama coerenza, ma anche sopravvalutazione di sé.

Perché è importante capire questo? Perché la seduzione implica un che di persuasivo, che parte dalla comunicazione e arriva fino al linguaggio del corpo e non potremo mai essere persuasivi se non attribuiamo a noi stessi e alle nostre qualità il loro reale valore. Il mio amico pensava di essere meglio di un’altra persona e si preoccupava di qualificarla, anziché pensare a migliorare sé stesso e ottenere ciò che aveva ottenuto l’altro.

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Posted by Caterpillar - 30 settembre 2010 at 14:51

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